Eco condotta
di Massimo Centini
Mentre in Italia si discute sull’opportunità di ripristinare il voto di condotta nella scuole, forse la maggior parte degli italiani con un po’ di buon senso dovrebbe cominciare a pensare a inserire un voto di eco-condotta. Un voto per tutti, grandi e piccoli, ricchi e poveri. Qualcosa come la patente a punti, per cercare di farci una sorta di radiografia culturale che evidenzi in che modo ognuno di noi si comporta nei confronti dell’ambiente. Una pratica che potrebbe avere utili risvolti sul piano etico e morale e che soprattutto potrebbe servire ad insegnaci qualcosa.
Infatti, tutti noi, chi più chi meno, nel corso della nostra vita, almeno una volta, ci siamo meritati un bel cinque di eco-condotta: se ci pensiamo obiettivamente scopriamo che potrebbe essere anche più di una volta…
Oggi, però, siamo ad un punto in cui non è più possibile lasciar correre e quell’insufficienza, in particolare in questi nostri tempi contrassegnati da tutta una serie di problematiche climatiche e da un esagerato e sbilancio consumo delle risorse. In pratica modelli di vita che costituiscono un attentato continuo e costante all’ambiente.
Qualche esempio dell’eco-insufficienza. Lasciare l’automobile accesa mentre si è in sosta, facendosene un bel baffo dell’inquinamento e del consumo; usare la macchina anche per piccoli spostamenti; lasciare rubinetti sgocciolanti e luci accese; consumare in modo forsennato prodotti usa e getta; condurre una vita dominata da un edonismo esasperato che determina consumi esorbitanti; lasciare gli apparecchi elettronici in standby.
Se pensiamo che negli ultimi quarant’annni il consumo energetico nel mondo è cresciuto del settecento per cento, forse anche tutta una serie di piccoli accorgimenti possono fare qualcosa.
Si stima che se tutti gli esseri umani avessero il livello di vita degli italiani, sarebbero necessari quasi due “Terre” e mezzo; ma se andiamo negli Stati Uniti si passa a cinque e mezzo; mentre per l’India sarebbe necessaria meno di metà Terra; ma anche gli stati emergenti iniziano ad allargarsi: l’Argentina è a quota una Terra e mezzo.
E mentre gli esperti ci avvertono che nel mondo siamo entrati nell’era del consumo delle riserve de legno e dell’acqua, ognuno di noi, nel suo “piccolo”, continua a darsi da fare per incrementare il grave status delle risorse.
Inquinamento e consumi eccessivi hanno ricadute che ormai non si può dire di non conoscere: quindi un bel voto di eco-condotta potrebbe avere significativi risvolti sul piano sociale, insomma sarebbe educativo. E siamo certi farebbe molti ai tanti che fanno finta di niente, con la certezza di trovarsi al cospetto di un problema enfatizzato dai mass media, da scienziati catastrofismi e dagli ecologisti.
Una solenne insufficienza a chi, ad esempio, consuma prodotti fuori stagione, non fa il riciclo, lascia l’acqua aperta facendo finta che il miliardo di persone che non riesce ad accedere a fonti potabili non sia un dato oggettivo, ma parte di un romanzo di fanta-ecologia.
Tra i potenziali cattivi anche quelli che si trincerano dietro un pessimismo che vuole essere una sorta di paravento e affermano che, comunque, il mondo va a rotoli e quindi non ha nessun senso avere un comportamento eco-corretto.
E allora, per evitare di andare veramente a rotoli, forse sarebbe necessario prevedere il voto di eco-condotta già nelle scuole, tra i futuri adulti a cui è diretto un pianeta che certamente oggi ha bisogno di cure drastiche.
Al punto in cui siamo forse non sarebbe male se ognuno di noi provasse, di tanto in tanto, a verificare il proprio voto di eco-condotta: una salutare pratica di autocritica che ci aiuterebbe a guardare con maggiore obiettiva la nostra posizione in questo pianeta in cui, non dimentichiamolo, siamo comunque ospiti. Un voto destinato ad aprirci gli occhi e a renderci più consapevoli, avendo una certezza: siamo in una condizione tale in cui è praticamente impossibile sperare in un recupero a settembre. È già troppo tardi.