Tipi da albergo a ore in stile Dashiell Hammett
di Dino Messina
Mauro Della Porta Raffo, narratore, saggista, sembra uscito da un romanzo di Piero Chiara. Un giorno si presenta in redazione con un libretto in mano,Albergo a ore. Ultima breve fatica di un collega, terrore di tutti noi giornalisti italiani per via della pignoleria impietosa, che l'ha reso famoso, con cui riesce a individuare lo strafalcione, l'errore storico o geografico, commesso per fretta o supponenza.
Segnaliamo volentieri il racconto di Della Porta Raffo, perchč si rivela una sorpresa, con quelle atmosfere alla Dashiell Hammett adattate a una zona della mezza periferia milanese. Il protagonista, emerso da un passato misterioso, trova lavoro negli anni Ottanta come portiere in un albergo non proprio equivoco, ma quasi. Dal giorno dell'impiego si dipana una trama che alla fine assume i toni del giallo di qualitą. Non vale la pena svelare il plot, ma osservare che le pagine di questo libretto sono piacere puro, soprattutto quando il protagonista diventa osservatore e narratore a sua volta della clientela che sfila davanti al bancone.
C'č la donna manager che si presenta con un gigolo, la coppia gay perseguitata dal pregiudizio anche in quello squallore, l'aspirante scrittore che viene dalla provincia. Della Porta Raffo costruisce la sua trama con un finale a sorpresa. Al lettore rimane il piacere di essere entrato per una volta in una camera d'albergo a ore. Simile a quella dei quadri di Edward Hopper.
Dino Messina
CORRIERE DELLA SERA
9 Luglio 2008
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